Dalla casta politica alla casta turistica. Storia di un imprenditore del Nord Europa [Video]

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(Servizio: Andrea Messina – Video: Dario Catania)

Di storie su imprenditori costretti a chiudere a causa della crisi o a causa del racket, sono pieni i giornali ma, non avrei mai pensato che un imprenditore, seppur giovane, dovesse chiudere ciò che aveva creato a Napoli, città che ama, a causa della “Casta turistica”. Sissignori! Una vera e propria casta.

Il giovane in questione si chiama Patrick, ha 27 anni ed è di origine svedese e fino a qui nulla di nuovo se non fosse per la sua vita. Patrick ha negli occhi l’entusiasmo di colui che vive, viaggia e la sua vita, nonostante la giovane età, potrebbe essere racchiusa in un libro. Patrick ama molto la nostra città e come tanti la trova meravigliosa tant’è che decide di aprire un ostello della gioventù. Non il solito ostello ma un luogo che potesse accogliere, artisti, studenti, viandanti etc..

La sua scelta non ricade sui classici luoghi del centro antico o del lungomare ma bensì, sceglie una zona più periferica e precisamente al Corso Malta. Per un pò le cose gli vanno bene così come racconta e, per circa un anno, riesce a portare persone nella struttura. Patrick si iscrive anche ad uno dei migliori siti che riguardano gli ostelli sparsi per il territorio nazionale http://www.italian.hostelworld.com che gli danno visibilità. Dopo l’estate inizia il percorso inverso ovvero spingerlo a chiudere la struttura. Il sito che l’ospitava gli ha detto che non potevano più ospitarlo altrimenti gli ostelli di Napoli si sarebbero rivolti ad altri siti. Quindi hostelword per non perdere la casta turistica ha optato per eliminare la pubblicità. Non è finita qua dopo l’estate riceve altre delusioni gli infopoint dislocati per la città ne dicono peste e corna anzi per non perdere le loro percentuali fanno capire ai turisti di girare alla larga da quel posto e dalla struttura per motivi legati a rapine, furti, sporcizia e altro.

Vi lascio alla visione del video e alle dichiarazioni del giovane svedese per farvi un idea di tutto ciò.

La domanda è la seguente: Se questo ragazzo avesse avuto le spalle forti o protetto da altro avrebbe ancora la struttura? In che modo si aiutano i giovani imprenditori anche d’oltralpe?


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Napoletano Attore, Speaker radiofonico

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7 Commenti

  1. Mr Mob scrive:

    Patrick ma la licenza ce l’avevi?

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  2. Andrea Messina scrive:

    appena avrò l’opportunità glielo chiederò senz’altro ….. cmq la questione resta aperta

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  3. Patrik scrive:

    Enrico, io non diria che tu mi conosci bene. Ci siamo visti 2-3 volte. E come conosci bene il caso? Mi piace La Controra, ovviamente altro stile de lo che facevo io, ma compartiamo il interesse per le attivita creativie e ricordo che abbiamo parlato anche per organizare qualcosa insieme. Mi sembri una persona simpatica e visionaria. Cosi non voglio dire che e stato proprio tu messo in questo, sinceramente non lo so, io so dico lo che me é sucesso ok.

    Sono d accordo che il messagio pou essere interpretato schierato. E stato la mia responsabilita de essere piu chiaro separando bene i miei conclusioni e i fati reali magari. Ma la domanda principale rimane importante nonostante. Non ho prova che tutti ostelli a Napoli lavorano insieme o che uno novo non é desiderato. In realita, sono riflessioni de la mia experiencia e devono essere interpretati cosi. Non ho intresse in acusare nessuno. So conta la mia histora della mia perspectiva. Ma neanche ho paura di dire che mi sembra molto chiaro che non sono stato benvenuti e che sono persone che lavorano contra di me. Ok mettiamo qualche cose in chiaro e scusate del mio italiano faccio il mio meglio, quindi:

    1. Sono arrivato a Napoli e cominciato cercare criare un negozio indipendiente e provare che si é possibile fare questo a Napoli senza “amici” o entrare in rete con altri imprenditori. E posti alternativi realmente ci mancano a Napoli, io penso. Non pesavo so in aprire uno ostello ma stavo prima pensando a fare una spazio tipo bar/cinema de documentarios a fare workshops de arte. In fine ho travto quello casa e cominsciato col projetto di uno ostello per musicisti viaggiatori. Come stava situata in una zona industriuale e con un terrazzo enorme io avevo bouni possibilita di fare jamsessions senza problemi. Avevo apoggio dei vicini, fatto un accordo col propetario e stavo faccendo tutte le licence con la camera di negozie.

    2. Mi sono registrato suei siti web di prenotazioni, il piu famoso ovviamente http://www.hostelworld.com. Ho trovato il accordo con loro presentando tutti i documenti che possevo e loro mi hanno accetato.

    3. Tutto tranquillo fino Agosto quando cominciava andare molto bene e la casa stava piena piena e i ospiti adorando il posto me dando grande reviews sul site. Poi e arrivato il email da hostelworld dicendo che loro hanno ricevuti reclami di altri ostelli a Napoli(senza ovviamente specificare quali sono) alarmando il site che il mio ostello non é serio e non pou essere chiamato ostello, che i miei documento non piu servono. E questo dopo di avere trovato il accordo col hostelworld prima. Allora chi decide le regole di questo site? Il proprio site o altri clienti del site, e come mai?

    4. Ma lo che vedo ancora piu horribile e la siuazione del posto turistico. Io ho avuto hospiti che mi hanno detto che al informazione turistico gli hanno “informato” che e meglio non andare al mio ostello. Che é pericoloso. Che ha avuto problemi(non lembra exactamente come era, ma una cosa absurda). E anche che e chiuso! Come mai? Qual il loro interesse in dire questo? Ho parlato con loro li e mi hanno detto con non bisogna piu ostelli a Napoli e che sono contente in sugire i ostelli che gia conoscono che stanno gia suficiente a Napoli.

    5. La veritá é che continuava di avere qualche clienti perché gia avevo una reputazione bouna tra i viaggatori, e hostelworld dopo di molto comunicazione hanno accetto di farmi una visita e parlare sulle cose, e ovviamente existono molti piu canali per avere clienti. Ma non ho avuto voglia di contunari lottare vedendo lo che per me chiaramente sembra persone lavorando contra di me. Sono molto idealista e non é questa la mia clima per cominciare con un progetto. Existono altri posti dove i bracchi sono piu aperti per novi attivitá e progresso. Mi dispiace che a Napoli non e cosi facile.

    6. Allora ho deciso de uscire del negozio del ostello e tentare fare invece una casa per studenti ma gia desillusionato ho visto problemi anche li. Una organzione che lavora con gli straneiro che vengono, auitando loro, con un proprio interesse e poco spazio per novi idee. Mi sembra eh.

    Magari so il piu paranoico del mondo. Ho 27 anni e sono svedese ma non con i occhi blu cosi. Ho lavorato prima in Calabria e ho gia visto a diferencia entre conoscere le persone certe e no, e so faccendo le licence, informali e formali, é una storia in si.

    Per certe persone vorrei dire che ogni viaggatore backpacker cria dopo di una bouna experiencia altri viaggitori, perche anche la parola viaggia. Uno altro ostello alternativo in fine non é un competitore cosi poco come la diverstita di movimenti, centri culturali, spazi, bari, musica etc sono. Insieme facciamo una imagine della citta e tutti aproffitiamo di initiave interesante. Non e questo che vogliamo? perché no?

    Amo ancora Napoli.

    Patrik

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    • Andrea Messina scrive:

      mi fa piacere trovare la risposta di patrick. Certo se avessi fatto le domande in inglese o in una lingua a lui più vicina mi sarei fatto comprendere meglio. Sono un pò alla totò: noio volevuam savuar l’idriss :)

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  4. Guè scrive:

    Patrick se hai ancora l’email di hostelworld dove ti segnalavano che per “pressioni” degli altri ostelli non potevano continuare a lavorare con te, portala in qualche commissariato e denuncia questa situazione!

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  5. enrico scrive:

    credo ci sia un po’ di confusione. il senso dell’articolo e quello del post di patrick è “la casta degli ostellanti fa barriera in ingresso”. invece:

    1 – non esiste una casta di ostellanti (ahahahah!!!9, tantomeno un trust, anzi, c’è una concorrenza alquanto forte causa crisi. aggiungo – e mi assumo la responsabilità di ciò che scrivo – che la concorrenza non è fatta sempre secondo le leggi e che sarebbe necessario un controllo dell’intero comparto, tra l’altro spesso caldeggiato;

    2 – non so di pressioni su hostelworld, la quale magari potrebbe essere sentita in merito: so invece che l’anno scorso hostelworld ha riordinato i contratti di partnership e hanno chiesto a tutti noi le licenze. noi abbiamo quella di ostello, patrick ovviamente non so. so che non l’abbiamo visto più online, per il semplice fatto che un’azienda monitora la concorrenza

    3 – mi sono esposto pubblicamente perchè un’amica mi ha segnalato il caso. se avessi retropensieri non mi sarei fatto vivo, in ossequio alle più elementari norme dell’informazione

    4 – patrick, che licenza avevi?

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    • Andrea Messina scrive:

      Caro Enrico come ti dicevo visto che sono l’autore dell’articolo che è probabile anche che le mie domande poste in italiano siano state erroneamente fatte. Mi preoccuperò girerò questa tua richiesta al giovane patrick augurandomi che possa esaudire la tua richiesta. Ad ogni modo ti ringrazio per la risposta. Tu sei del settore? perchè così potremmo anche organizzare una risposta a questo nostro breve servizio

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